Pop art e impressionismo

Se Manet fosse nato ai giorni nostri probabilmente avrebbe usato un iPad

Se Manet fosse nato ai giorni nostri probabilmente avrebbe usato un iPad. Lo ha dichiarato di recente in un intervista l’artista contemporaneo David Hockney, che ha molto in comune con la pitturadell’impressionista francese. Hockney ha “impressionato”(èil caso di dirlo) il pubblico della Royal Accademy of Arts di Londra creando unamostra di oltre 150 quadri, dall’inizio dalla sua carriera fino alle ultime realizzazioni. Un tripudio di paesaggi naturali, di erba, rami, foglie, alberi. Un esplosione di natura “viva”.

Ma cosa è straordinario in questo artista ? Hockney , oltre che, a quasi 75 anni, fa opere d’arte con un tablet( mentre io a 26 in questo momento sto litigando con il programma di scrittura di open office), è riuscito, anche, a confondere la maggior parte degli osservatori che cercavano tra le tante opere d’arte quelle 51 più recenti eseguite interamente con l’iPad, e in pochi  sono riusciti a identificarle senza ricevere precise indicazioni. La differenza tra gli oli su tela e le stampe digitali è veramente minima. Quadri en-plain-air con strumenti decisamente “popular” e all’avanguardia.

Il risultato: Un connubio perfetto tra pop-art e impressionismo.

Per capire l’idea alla base di David Hockney bisogna fare un parallelismo tra la pittura e la fotografia. La fotografia non riesce a cogliere tutte le sfumature emotive che un pittore può svelare in un dipinto, ma la macchina fotografica ha la comodità di essere a portata di mano, e riesce cogliere l’attimo preciso. Le tele e i pennelli non si possono portare sempre con sé, e a volte si perdono attimi irripetibili che la memoria non sempre riesce a fotografare.

Hockney non si vuole privare, come lui stesso afferma, di questi importantissimi attimi di ispirazione. Utilizza un’app di disegno che è sempre a portata di mano, pronta come una tavolozza di colori, come una tela su un piedistallo, ma in un formato sicuramente più tascabile.

Già nel 1991 disegnò opere con Apple Macintosh, all’epoca però la tecnologia era molto più lenta della mano, e Hockney ha dovuto, pazientemente, aspettare gli anni del nuovo millennio per poter usufruire in pieno del potenziale digitale, con il quale ora invece lavora quotidianamente.

Di recente le opere sono state esposte dal 15 maggio al 30 settembre al Museo Guggenheim di Bilbao, e dal 29 ottobre 2012 al 4 febbraio 2013 saranno visitabili al Museo Ludwig di Colonia

Stiamo effettivamente osservando ad un’evoluzione della pop art, diversa da come la ricordiamo in Andy Warhol. Ora si evolve verso la “digital-art” grazie all’avvento dei nuovi strumenti come l’iPad, che forse all’inizio non erano concepiti per fare arte, ma  “solo” ( si fa per dire ) per comunicare. Ma cos’è l’arte se non un espressione comunicativa dell’animo umano.

Verrebbe però da porsi una domana. Cos’è l’arte: L’opera o il mezzo ?

Se è l’opera, non ci dovrebbe interessare come Hockney ha realizzato le sue opere, l’importante è il risultato e ciò che ci trasmette ( indifferentemente che sia quadro o stampa digitale ) . Se fosse il mezzo a incuriosirci, non ci sarebbe bisogno di andare a una mostra di arte digitale, basta comprarsi un iPad per provare a sperimentare noi stessi .

Un altro paradosso dell’arte contemporanea? Come se già non ne avessimo abbastanza.

In una affollata e contemporanea torre di babele, dove le immagini si sono sostituite alle parole,  la pop art e la digital art scorrono a grandi velocità sulle nostre televisioni, pc e tablet. In questo scenario, sicuramente, è vero che si contempla più spesso il “come?” di un’opera, e sempre più in pochi si chiedono il “perché?”. La contemplazione dell’arte è diventata una perdita di tempo.

Forse Hockney portandoci alla Royal Accademy of Arts di Londra voleva dirci proprio questo. Ci ha attirato con l’inganno. Furbescamente ha inserito opere ad olio su tela con le opere digitali nella stessa galleria. Come a dirci: non c’è differenza. L’arte si deve contemplare, non capire come sia stata fatta o con quale programma sia stata elaborata, quella è semplicemente tecnica. Bisogna osservarla per quella che è. E la sua essenza di certo trascende dal come, o se no, è evidente, che tutti quelli che possiedono un iPad sarebbero, in potenza, degli artisti. E questo è sicuramente falso.

Aforisma di Manet

Tratto da qui:

http://miniverit.com/2012/10/18/se-manet-fosse-nato-ai-giorni-nostri-probabilmente-avrebbe-usato-un-ipad/

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